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“Capire è il primo passo per accettare, e solo accettando si può guarire” (Albus Silente, in “Harry Potter”)

Chi sono

Mi sono laureata in Psicologia presso l’Università degli Studi di Padova e poi abilitata alla professione di psicologo; sono iscritta all’Ordine degli Psicologi dal 2012.

Ho frequentato a Padova il Master in “Genitorialità e Sviluppo dei figli: interventi preventivi e psicoterapeutici“, svolgendo un tirocinio specifico presso il reparto di Ginecologia e Ostetricia del Policlinico patavino.

Ho conseguito il Diploma in Psicoterapia con l’Adolescente ed il Giovane adulto presso la Scuola di specializzazione in Psicoanalisi della Relazione (SIPRe) a Parma, formandomi sulla pratica clinica con l’adolescente ed il pre-adolescente presso il servizio per l’Età evolutiva di Este (PD), e presso la comunità educativo- riabilitativa Karisma, di Padova.

Oltre all’attività con gli adolescenti, mi sono occupata anche delle problematiche della terza età e del supporto ai care-giver, attraverso un tirocinio presso la casa di cura Parco dei Tigli (Teolo, PD) e ad attività lavorative con utenti anziani.

Analisi personale e supervisione hanno accompagnato la mia formazione teorica e sul campo, come ritengo sia opportuno per un terapeuta che voglia definirsi tale.

Competenze

La mia formazione e i miei interessi mi hanno portato ad occuparmi di adolescenti e preadolescenti, in particolare con problematiche relative alle difficoltà scolastiche, di varia origine e natura. I problemi che un ragazzo può incontrare a scuola possono derivare o meno da disturbi specifici, come la famigerata dislessia, o il più ampio gruppo dei DSA. Molto più spesso, però, lo studio e lo stare in classe sono il luogo in cui si esprimono disagi che nascono altrove, e che in modi diversi testimoniano la fatica di crescere.

Mi occupo anche di  genitori, e di quanto ruota attorno a questa dimensione così complessa dell’essere umano, da quando compare alle sue diverse declinazioni nelle varie fasi di vita dei figli. Dal cercare un figlio, al farci i conti nella realtà del ritorno a casa dopo la nascita, al gestire l’arrivo di un fratellino, o l’ingresso a scuola, e poi la separazione fisiologica dell’adolescente. Ogni momento ha una sua specifica ricaduta nella mente di un genitore, o di chi si appresta a divenire tale. Incontrare delle difficoltà può accadere, ciò che conta è poterle leggere senza colpevolizzarsi, e al fine di sciogliere i nodi che permettano a figli e genitori di fare nuovi passi.

Infine, da qualche tempo mi sono appassionata di terza età, apparentemente distante dalle altre due, eppure con dei punti di contatto e continuità: un corpo di cui bisogna accettare i cambiamenti, come in adolescenza, e nuovi modi di essere genitori, come il fare i nonni, o meno. Invecchiare non porta con sé necessariamente o soltanto degli acciacchi, può essere invece un momento per vivere sé stessi fino in fondo, all’occasione dei fisiologici bilanci a cui ci porta la vita.

Approccio

AttrezziL’approccio teorico a cui si ispira il mio metodo di lavoro è quello della Psicoanalisi della relazione, un’evoluzione attuale della più classica Psicoanalisi, che vede l’essere umano come  un soggetto padrone di sé e non solo in balia di pulsioni inconsce o ambienti carenti; egli può, al di là del suo passato, prendere in mano la propria vita. La sofferenza nasce dalla difficoltà a farlo. Questo è vero un po’ in vari momenti del ciclo di vita, sebbene possa diventare più saliente in quelle tappe più sensibili come l’adolescenza, il diventare genitori, o l’affrontare il proprio invecchiamento. Per l’adolescente, ad esempio, prendere in mano la propria vita significa poter scegliere chi diventaree farlo non è compito semplice.

Lo psicoterapeuta accoglie senza giudicare. In quanto allenato ad avere uno sguardo sulla relazione tra sé e l’altro, porta la persona a fare altrettanto, perché nella relazione diviene più esplicito chi siamo. Il compito dello psicoterapeuta è aiutare l’individuo a dare un significato a ciò che è diventato, perché potersi guardare realisticamente è la condizione per intraprendere nuove strade. Il fine è la consapevolezza di sé, per poter intraprendere il proprio personale cammino di auto-realizzazione, qualsiasi esso sia in quel particolare momento di vita.

In quest’ottica, allora, la crisi che genera sofferenza può essere occasione da cogliere per fare il punto su di sé e segnala la necessità di trovare un nuovo equilibrio.

Il cambiamento che può derivarne è funzione del soggetto, non può essere stabilito a priori. Il terapeuta può indicarne la direzione, ma la strada concreta sarà la persona stessa a sceglierla e a percorrerla.

Contatti

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